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Hawker Typhoon MKIb "What else!"

il Mer Gen 21, 2015 12:27 am
Salve a tutti.
Eccomi qui a modellare il leggendario Typhoon edito dalla altrettanto leggendaria AIRFIX nella non trascurabile scala 1:24 !
Ho dovuto far largo in casa perchè, credetemi, un modellino del genere, mette veramente i bridividi solo a guardare la scatola





Apriamo insieme questo scrigno e scopriamo se contiene  anche qualche aftermarket interessante?:

http://s1206.photobucket.com/user/carthago11/slideshow/Hawker%20Typhoon%20MkI/Typhoon%20Kit

Dopo questa carellata di immagini e soprattutto, dopo aver studiato la splendida guida messa a corredo del completissimo kit, mettiamoci subito al lavoro.

1-STRUTTURA CENTRALE:

Aperto il kit, stacco delicatamente con una pinza a dente, le parti relative alla struttura interna interessante l'alloggiamento del cockpit, del castello motore e la traversa delle superfici alari (praticamente tutto il velivolo!).
Per questo motivo dovrò fare molta attenzione al montaggio di questa parte, per non trovarmi sgradite sorprese più avanti magari con una non corrispondenza delle giunzioni sulle ali o nell'inserimento del propulsore.



Con altrettanta delicatezza, cerco di rimuovere le tracce degli estrusori e di limare o carteggiare eventuali artefatti e sbavature sulle giunture del poliuretano:



Con l'aiuto di una piccola fresina a velocità variabile, si possono ottenere dei risultati sorprendenti e non invasivi per il modello:





Come per magia, le antipatiche "bolle" degli estrusori, sono svanite senza troppa fatica.

Fatto questo noiosetto ma indispensabile ( intendo passare prima una leggera mano di nero Vallejo per creare la giusta profondità nei recessi della struttura) passaggio ( dopo non sarebbe più possibile farlo) verifico con una "prova a secco " che le parti interessate si inseriscano negli incastri perfettamente ed infatti:



Tutto corrisponde alla perfezione!

A questo punto, carico l'aerografo con una quota di nero Vallejo opaco all'85% ed un 15% di diluente per acrilici ( i Vallejo Air sarebbero già diluiti ma preferisco dare una mano molto leggera ):



ed ecco i pezzi che mi interessano preparati per il successivo intervento:



Qui si dovrà fare una scelta: in rete e per i vari forum, ho visto che alcuni modellisti (Brett Green compreso) preferiscono colorare tutta la struttura o intelaiatura con il colore verde interior inglese (classico) e nero opaco, mentre altri, metallizzano interamente la struttura (compresa quella delle ali).
Io preferisco suddividere la struttura (la sola intelaiatura del cockpit) con colorazione NMF (natural metal finish) e lasciare le altre parti, porta tagliafuoco ,anello finale e  la struttura alare nella colorazione verde interior classica:





La colorazione è stata scentemente tenuta più chiara ( percentuale pari al 15% di bianco in più al verde interior Vallejo) avendo già passato una mano di nero che comunque "lavora" per fornire il necessario volume ed in secondo luogo, perchè con il lavaggio in Asphalt Schmincke Mussini, la colorazione definitiva sarà sicuramente più scura ma con gli effetti voluti ( la differenza si nota confrontando la porta tagliafuoco e la struttura più a nord, con quella più a riva, ancora da sottoporre al lavaggio.
Questi passaggi sono d fare adesso in quanto dopo, ovvero una volta montati ed assemblati i vari pezzi, sarebbe molto più difficile ottenere un risultato ottimale e completo.



Ecco dunque come si presenta la struttura finale, pronta per essere assemblata al resto del modello.

Ora, passo al NMF dell'intelaiatura:



Per questo compito, non ho dubbi e mi servo dell'Alclad 2 White alluminium e poi, il consueto lavaggio con il solito Mussini (mixer oil & resin).



Non ci resta che dare uno sguardo al lavoro svolto sin qui e salutarci per il momento con l'augurio di un ottimo modellismo a tutti.:

WIP GALLERY:







La colorazione della pedaliera, è stata ottenuta la miscela di polveri di gessetti (Castell/Faber)  strofinati su carta abrasiva (grammatura 1200) in quota 10% bianco, 10& nero, 30% light gray, 20% giallo ocra, 20% terra di siena e 10% sabbia. Una volta ottenuta la colorazione desiderata, l'ho stesa delicatamente con un pennello piatto (piccolo) ed assolutamente asciutto. Per finire, ho passato con l'aerografo, delicatamente ed a bassissima pressione, un pochino di opacizzante (Vallejo Air) che mi ha fatto da fissatore per non disperdere le polveri ed il colore  con il passare del tempo.

La foto che vedete qui sotto, è stata postata solo ed esclusivamente a scopo illustrativo della miscela ottenuta con le polveri dei gessetti strofinati sulla carta abrasiva e non è riferita al modello Typhoon MkIb di questa discussione:





























Alla prossima
Giorgio


Ultima modifica di aquatarkus10 il Ven Lug 21, 2017 10:47 pm, modificato 4 volte
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il Dom Gen 25, 2015 11:25 pm
Salve a tutti.
Poichè voglio terminare l'interno del cockpit, ho messo da parte gli altri lavori ed ho preferito portare a termine questa parte importante del wip.
Dopo aver colorato lo schienale ed il cuscinetto del sedile ( al momento non sapendo se lo terrò in futuro, preferisco sfruttare il colore già utilizzato per lo schienale e poi si vedrà) è arrivato il momento di scartare il primo aftermarket del modello: cinture della RB Production







Le cinture della RB Productions sono molto curate e dettagliate ma, secondo il mio onestissimo parere, altrettanto laboriose da assemblare. Avendo già avuto esperienza con quelle strepitose della HGW, non saprei a questo punto quale consigliare, forse quelle della Fabric che tra gli altri, non necessita di applicare ad una ad una tutte le borchie!!
Ad ogni modo, finito il lavoro, assicuro che queste cinture fanno la loro bella figura.



Dopo aver assemblato e colorato il sedile ed il cuscinetto  in flat black (Vallejo Air opaco) ed applicato un leggerissimo drybrush per schiarire le parti in rilievo, ho finalmente applicato le cinture:







Per il momento è tutto.
Alla prossima, e come sempre, buonissimo modellismo a tutti.
Giorgio


Ultima modifica di aquatarkus10 il Mer Gen 28, 2015 12:13 am, modificato 1 volta
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Re: Hawker Typhoon MKIb "What else!"

il Mar Gen 27, 2015 11:59 pm
Eccomi qui ancora una volta con un piccolo, ma importante update.
Nello scorso wip, ho dato il via al primo aftermarket del kit, ovvero le cinture di sicurezza della RB Productions, ora è la volta del set di fotoincisioni della Eduard, a dettaglio degli interni del cockpit del Typhoon, ovviamente in scala 1:24:











ed ora, ci occuperemo del pannello strumenti:
per realizzare questo pannello, non seguirò le indicazioni date dal kit, preferisco utilizzare un sistema che indubbiamente è molto più complicato e rischioso ma che personalmente preferisco nel risultato finale.
In altri termini, nulla di che, si tratta semplicemente di preparare il pannello ( utilizzo due colorazioni differenti come nell'originale, un grigio ferro tendente al nero ed un grigio fumo) con il colore appropriato e passare successivamente un leggero drybrush con un silver appena intuibile, tanto da far risaltare le forme in rilievo.
Attenzione, questo passaggio è importante perchè mi aiuterà non poco, quando dovrò inserire i numerosi e microscopici stencils forniti a corredo del set di Airscale.
A questo punto, ritaglio da un sottilissimo film in acetato lucido, le porzioni necessarie a contenere le decals di airscale . Fatte le prove, attuati i necessari interventi correttivi, incollo il film di acetato sul retro del pannello.
Ritaglio le decals di Arscale ( insuperabili nel dettaglio) e molto semplicemente le posiziono dietro il film acetato: qui bisognerà fare MOLTA ATTENZIONE!!.
Poichè le decals sull'acetato lucido sono piuttosto ostiche ad attaccare, consiglierei di aiutarsi con un paio di gocce di micro sol o in mancanza, con del vinavil molto diluito.
Ritaglio dal pannello trasparente non utilizzato, il pezzo contenente le tre luci ( da colorare - solo la base - in rosso trasparente Tamya) ed il punto di fissaggio al serbatoio dell'olio precedentemente  incollato con del cianoacrilico, vetrificato e carteggiato, ripassato i nero opaco Vallejo ed infine colorato con l'Alclad II Aluminum metal white e lavato con il Mussini asphalt (oil & resin mix) e lo fisso al pannello strumenti.
A lavoro ultimato, se tutto è filato liscio (io mi sono fulminato un paio di decals che, fortunatamente ho potuto sostituire con quelle fornite da airscale per la seconda opzione B ovvero, le decals per i singoli orologi) otterrete il risultato che vedete all'esito della procedura che qui cerco di riassumere:































come si presenta il cockpit ultimato:

















Per il momento è quanto.
Alla prossima e come sempre, buonissimo modellismo a tutti.
Giorgio
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II Update : Propulsore Napier Sabre MkII

il Ven Feb 27, 2015 6:01 pm
Salve a tutti.
Sempre in lotta con il tempo rieccomi con un altro importante update del modello:

2 - Propulsore : NAPIER SABRE MkII 24 cilindri H Flat Engine

Per prima cosa, ho dato una leggera spruzzata di fondo nero Vallejo Air:





Questo faciliterà la successiva colorazione del blocco motore che, le parti a fondo metallico.
A proposito della colorazione, personalmente, anche se consapevole che molti illustri modellisti hanno colorato il motore Napier Sabre in nero o antracite, personalmente preferisco la colorazione verde che, come già ho utilizzato a suo tempo sul modello Hawker Tempest MkV della Eduard in scala 1:48, mi piace e credo sia più rispondente al colore reale ( così mi è stato riferito sul forum di Britmodeller ). In rete comunque si trovano diverse immagini del Napier Sabre MkII colorato in verde ma purtroppo la tonalità è riferita a riverniciature (troppo vivaci e sature) non credo sia quella utilizzata durante l'epoca di riferimento di questo modello (1944/45).


immagine inserita solo ad esclusivo scopo illustrativo e di riferimento tecnico.

Ho dunque azzardato una colorazione creata ad hoc con queste quote: Verde IDF Vallejo Air 85% - Metallizzante Medium Vallejo Air (0,5%) - Diluente AF (10%)
ed ho ottenuto questo risultato:





A questo punto, comincia la fase di dettaglio delle parti che eventualmente resteranno "a vista".
A meno di un cambio di idea dell'ultimo momento, intendo ultimare questo modello con il motore e radiatore completamente scoperto. Inoltre, mi piacerebbe far vedere la parte sinistra del cockpit aperta e per questo motivo, servendomi di varie cavetterie (tra cui  fili di chitarra elettrica di recupero) e tubicini forniti dalla Albion in ottone ed alluminio, mi sono autocostruito con tanta, tantissima pazienza, i tiranti ed i meccanismi che sono andato ad evidenziare per il motivo sopra riferito:







La parte sottostante:



Ed ecco come si presenta la parte dettagliata ed ultimata:





Passiamo ora al radiatore. Ho dettagliato questa parte ( distintiva del Typhoon e del Tempest) applicando sul pezzo originale,le sottilissime  e splendide fotoincisioni (fronte e retro) prodotte ad hoc dalla RB Productions:







Ora è la volta del grosso intake centrale: assottiglio lo spessore del pezzo originale a 0,1 mm:



Applicato:













Ultimiamo il raccordo e, una volta colorato ed invecchiato con i lavaggi ad olio e resina, lo fissiamo al radiatore ed al motore:























Per concludere questo update, applico i dettagli di chiusura del pannello centrale del motore applicando le fotoincisioni prodotte ad hoc dalla Eduard:

















E qui, si conclude questo update:











Per il momento è tutto. Ringrazio per l'attenzione.
Alla prossima, e come sempre, un buonissimo modellismo a tutti.
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Re: Hawker Typhoon MKIb "What else!"

il Sab Mar 28, 2015 12:33 am
Salve a tutti.
Rieccoci con un ulteriore importante update a questo modello interessante:

Propulsore Napier Sabre MkII  & pannelli interni seconda parte :

Applico gli ultimi dettagli e gli exhausts ( per la colorazione, utilizzo il Burnt Metal della Model Master e l'Alclad metal burnt )







Studio ed apertura dei vani, assottigliamento della plastica in eccesso ( 0,1 mm):











Preparazione e predisposizione dei pannelli del vano motore al set interno Eduard:























Procedura di ossidazione del metallo di rivestimento interno dei pannelli ( lamierino di alluminio ultrasottile ) e del foglio di fotoincisione Eduard:







Procedura MWP (Metal Work Panels):











Mockup gallery:

















Procediamo alle aperture sperimentate:



apertura del pannello radio:















Per concludere questo aggiornamento, eccovi le ultimissime immagini della galleria:















Per il momento è tutto. Alla prossima e come sempre, buonissimo modellismo a tutti.
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Re: Hawker Typhoon MKIb "What else!"

il Mar Lug 07, 2015 8:07 pm
Salve a tutti.
Questo update riguarda:

- preparazione e predisposizione del vano armamenti
- esecuzione di un breve studio MWP (Metal Work Panels)
- fissaggio dei carrelli in metallo (Scale Aircraft Conversions)
- assemlaggio armamenti e boxes di riarmo (Master, Eduard PE & Brassin)
- dettaglio e modifica serbatoi alari

- galleria del wip



- Fissaggio dei carrelli in metallo ( Scale Aircraft Conversions set )

Accessorio indispensabile per coloro che, al pari dello scrivente, hanno deciso di realizzare il modello con un notevole paniere di accessori .
Questo manufatto è stato infatti pensato per rendere maggiormente sostenibile il peso del modello ( ed io aggiungo, soprattutto in vista di cannoncini e razzi tutti realizzati in metallo, per non dire delle resine e delle varie fotoincisioni che, senza rendersi conto, appesantiscono e non di poco il modello) al punto che, contrariamente all'originale, il carrello della SAC, si presenta in monoblocco ( il kit prevede il carrello diviso in due parti, un moncone da fissarsi a monte e l'albero da innestare successivamente) e dunque va fissato in questa sede:


















- preparazione e predisposizione vani armamento ( struttura, centine, serbatoi e colorazione):





















- Breve studio MWP (Metal Work Panels) sul modello:


Questo studio riguarda la tecnica di rivestimento (MWP) dei pannelli del modello, secondo una precisa e rigorosa tecnica .
Per l'esecuzione, mi son servito del nastro ultrasottile di alluminio autoadesivo. Il risultato è stato veramente entusiasmante ( anche se inconferente con il modello in esame). La tecnica MWP, in questo caso, ha dato il meglio di sè riuscendo a replicare alla perfezione, la trama delpannello originale.
Sono molto contento di aver portato a termine questa curiosità e soprattutto di aver confermato la stima e l'aspettativa verso la tecnica MWP.
Ecco i risultati:




















- assemblaggio armamenti e boxes di riarmo (Master, Eduard PE & Brassin)



























































-dettaglio e modifica serbatoi alari:


























-[b] galleria finale del wip
:


























Per il momento è tutto.
Ringrazio per l'attenzione e come sempre, auguro a tutti, buonissimo modellismo ed ottime vacanze estive.
Giorgio








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Re: Hawker Typhoon MKIb "What else!"

il Ven Nov 13, 2015 6:17 pm
Salve,

Dopo qualche tempo, riesco finalmente a postare l'ultimo e credo, interessante
aggiornamento del modello Typhoon Mk -Ib.

In pratica, cercherò di spiegare ed illustrare il risultato di scelte (private) che
ho seguito essendo ora in procinto di procedere alla chiusura del modello.

Il primo ragionamento che ho affrontato è stato quello di ottenere un prodotto finale
che, nonostante l'impressionante corredo (struttura, armamento e motore) fornito
direttamente da Airfix ed amplificato dai vari accessori acquistati a parte, mantenesse il più
possibile l'aspetto particolare di questo interessantissimo velivolo cosa da un lato più
semplice a dirsi che a farsi.

Ad esempio, in rete ho visto spesso questo modello assemblato sia
con motore "a vista" e radiatore privo della sua caratteristica ed unica calandra oppure,
completamente chiuso ma mai, con una sorta di compromesso che riunisse in qualche
modo, le due o anche tre opzioni previste dal kit.

Da parte mia, ho cercato (fin dove ho potuto) di conciliare una sufficiente apertura
del vano motore (e radiatore) ma senza rinuciare (almeno da un lato) alla vista della tipica calandra del radiatore.
E' sicuramente un mio semplice ed opinabilissimo parere, ma senza la calandra, il
modello perde un buon 20 o 30% del suo aspetto originale e della sua inconfondibile
ed esclusiva caratteristica.

Parimenti, ovvero sempre per mantenere un accettabile grado di uniformità e non perdere
il bellissimo camouflage, ho preferito lasciare un pannello sotto gli scarichi di destra
a congiunzione con il radiatore ed avere una veduta d'insieme per comprendere almeno
da quel lato, la linea e la colorazione del modello, visto che dall'altro lato, le
parti aperte sono veramente tante ed illustrano a sufficenza la struttura meccanica ed ingenieristica.

Passando alla fusoliera, gli interventi non sono numerosi ma vanno comunque spiegati:

- eliminazione delle pannellature di chiusura del cockpit parte sinistra per consentire una
maggiore possibilità di ispezione della parte interna del cockpit. Anche la paratia del
pannello di chiusura lato sinistro viene mantenuta "a vista".

- pannello del radiatore aperto e vano motore completamente " a vista"

passando infine alle ali, qui la scelta è stata più sofferta ma necessaria: ho preferito
"sacrificare" un vano armamento (specularmente uguali in entrambe le ali) a favore
della possibilità di ispezione della parte inferiore relativa all'impianto idraulico
realizzato magistralmente da Airfix e della possibilità di perdere il meno possibile
sulle informazioni connesse alla superfice alare e guadagnare al contempo maggiore unità
sulla colorazione.
Optando poi per la scelta ( ripeto, del tutto privata e dunque anche non condivisibile)
sopraindicata, ho potuto "giocare" con le altre aperture dei pannelli, lasciando così
l'osservatore in condizione di poter scorgere tutte le varie parti (interessanti) di
questo modello ( serbatoi, strutture e dettagli) che davvero sarebbe stato un peccato
celare dietro un banale pezzo di plastica.
La scelta operata- ora che l'ho realizzata -  mi soddisfa  ed
il risultato ottenuto va oltre le mie aspettative.
L'intervento di apertura del pannello di chiusura del vano carrello è stato veramente molto,
e vi dico, moolto impegnativo e rischioso.
E' stato esguito con fresa elettrica a basso regime e ripassata con limetta ultrasottile e
carta abrasiva 12000 per eliminare la presenza degli immancabili estrattori e preparare
la griglia alla successiva colorazione.
Tutte le parti dei pannelli tagliati sono stati ribassati a causa della presenza di plastica
in eccesso e sono stati completati con le relative battute in lamierino.

Per la parte relativa all'armamento e dunque ai cannoncini Hispano 20mm. ho deciso di
lasciare quelli della parte sinistra ( dove è aperto il vano di riarmo) completamente
senza il copricannone così da poter avere l'idea dell'arma con tutti i dettagli (molla
di rinculo) che altrimenti andrebbero inutilmente persi.

Al lavoro:

Cominciamo dalla lavorazione dei pannelli di chiusura del vano carrello.
L'idea è quella di creare una sorta di "griglia" per far intravedere l'interessante e dettagliato impianto idraulico frenante altrimenti nascosto.





Come solito, dopo aver dato un fondo di nero opaco (Vallejo) procedo con una passata di Alclad II aluminum ed una sfumatura di crhom:



questo il risultato:



Procedo con l'apertura del pannello seguendo le costolature: con la fresa creo delicatamente la "griglia" operazione questa da eseguire con attenzione:



questo il risultato ed il confronto tra le due pannellature:



applichiamo la griglia e completiamo la struttura aiutandoci con listarelle di plasticard:
In effetti, è già possibile intravedere la parete al di sotto della griglia dove sarà inserito parte dell'impianto idraulico che interessa. Scopo raggiunto.



Ci occupiamo ora delle aperture definitive delle superfici alari nei punti che a noi interessano:
L'idea è quella di creare una simmetria al tempo stesso elegante e tecnica nel rispetto della linea e della livrea del modello. Non mi interessa avere due vani delle armi specularmente uguali aperti quando potrebbe essere maggiormente interessante vedere i serbatoi alari piuttosto che la griglia precedentemente predisposta e dunque, poichè queste sono sicuramente scelte personali, vi mostro cosa ho infine deciso:







Prese le decisioni del caso e praticato le aperture programmate, procedo all'assottigliamento di tutte le parti (pannellature) rimosse sino ad ottenere l'altezza desiderata (0,1 mm. circa) e ripeto tale operazione anche sulle parti integre per conferire un aspetto maggiormente realistico ed accettabile su questa scala:



Ecco come si presenta la nuova e definitiva configurazione del modello:
Le immagini che seguono, raccolgono tutto il lavoro di assemblaggio, stuccatura, carteggiatura ed autocostruzione sin qui eseguito.









































































Ed ora, uno sguardo ai modelli in fase di lavorazione o ultimazione:








Non mi resta che spegnere il computer e lasciarvi con queste immagini augurandovi
come sempre, buonissimo modellismo a tutti in attesa del prossimo update.
Giorgio
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Chiusura del modello e preparazione delo stesso per la fase conclusiva di colorazione ed invecchiamento.

il Sab Gen 30, 2016 1:30 pm
Salve a tutti.

Ringrazio sin d'ora tutti coloro che mi hanno seguito sin qui e resisteranno sino alla conclusione di questo modellone tanto affascinante quanto, lasciatemelo dire, impegnativo.

Eccoci al primo aggiornamento (importante) targato 2016 ed avente per oggetto : chiusura del modello ed attività conseguente.
In questa sezione di lavoro ci occuperemo di documentare i seguenti passaggi:

- preparazione e colorazione degli interni in funzione della chiusura della fusoliera:



- predisposizione del supporto del ruotino di coda ( parte sostituita con accessorio in metallo della Scale Aircraft Conversions)

In questa fase, ho preventivamente alloggiato il perno del ruotino in metallo della Scale Aircraft Conversions in sostituzione dell'originale (v.freccia rossa)



qui sotto, un'immagine del ruotino posteriore in resina  prodotto dalla Eduard (Brassin) con il fusto della Scale Aircraft Conversions in metallo bianco:



- sistemazione e dettaglio dell'apparato radio nel proprio alloggiamento precedentemente ricavato ed autocostruito.
Per eseguire questo intervento, mi sono servito del disegno tecnico inserito nella monografia  dedicata  all'Hawker Typhoon & Tempest di Francis K. Mason con supervisione del Wing Commander R. P. Beaomont:




illustrazione postata solo ed esclusivamente a scopo illustrativo e riferimento tecnico.



sia internamente che esternamente, con l'aiuto di un pezzetto di plasticard sottile,sono stati tagliati i profili del vano (radio)  e le battute di chiusura. Sempre con il plasticard e del sottile lamierino ho realizzato la basetta d'appoggio e creato il supporto per la radiotrasmittente:









Procediamo finalmente con la chiusura del modello (è sempre un momento di grande ansia!):





Preparo le ruote della Eduard Brassin in resina ed in sostituzione di quelle originali, vediamo le differenze nel dettaglio:



In questa immagine, potete scorgere le differenze ( frecce a sinistra Eduard Brassin, frecce a destra, kit originale ):



ancora un confronto, quello nero è il ruotino originale mentre quello a sinistra chiaro, è l'opzionale fornito da Eduard in resina:





In questo passaggio, potete vedere il risultato di un lavaggio eseguito "al volo", sulle parti mobili del meccanismo di richiamo dei carrelli sub alari ed eseguito con il solito Mussini "Asphalt" colore mix olio e resina.









Si procede con le stuccature necessarie e si completano i dettagli finali del vano carrelli:





- preparazione e sostituzione degli ipersostentatori originali con quelli prodotti dalla Eduard























Ed ora, una piccola galleria del modello come si trova dopo questa importante sezione di lavoro:




















Non ci resta che salutarci in attesa del prossimo aggiornamento previsto prossimamente per la colorazione del modello.
Giorgio.



Ultima modifica di aquatarkus10 il Lun Mag 30, 2016 2:15 pm, modificato 2 volte
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Re: Hawker Typhoon MKIb "What else!"

il Dom Apr 24, 2016 7:04 pm


Eccoci qui per un nuovo update (probabilmente, il penultimo) relativo alla fase di preparazione alla colorazione

Ricapitolando, dopo aver chiuso il modello eravamo rimasti in questa situazione:













A questo punto, come primer, preparo il fondo con un preshading su tutte le linee cercando di contornare a mano libera le pannellature e le chiusure presenti sul modello. Per questa operazione, mi son servito di una base grigia scura/ nera  opaca Vallejo Air ed ho spruzzato a 1,2 mb di pressione con duse a 2mm.
Finito questo "lavoretto" che, per inciso, mi ha preso qualche oretta, ho tracciato il fondo della mimetica con due colori sempre Vallejo Air, di cui uno, come risultato di un mix bianco/blue insigna in percentuale 85% bianco e 15% blue mentre per il secondo, ho utilizzato un mix Vallejo Air composto da bianco, light brown ed olive drab in percentuale 40,30 e 30.
Ho diluito molto il colore per non coprire tutte le linee di preshading precedentemente tracciate.
Eseguita anche questa operazione (non solo sul modello ma anche sui pannelli precedentemente tagliati) ho ripassato il tutto lumeggiando tutte le parti in rilievo ( ricordiamo che questo modello, al momento, non ne ho visti altri, è stato prodotto con tutte le rigonfiature da stress della lamiera ) cercando di rispettare il più possibile la finitura del modello.
Per evidenziare il tutto, ho dto una live carteggiatura ( Gold Flex 1500 ) ottenendo il risultato voluto: la carta abrasiva super leggera ha lavorato solo sulla superficie senza neppure asportare il colore ma evidenziando con una leggera differenza chiara, la difformità della lamiera.
A questo punto, ho mascherato tutta la pannellatura in attacco all'ala sinistra in modo da richiamare quella dell'ala destra rimossa per consentire di  poter intravedere quanto possibile del dettagliatissimo impianto idraulico, altrimenti visibile solo con il modello rovesciato.
Per realizzare questa  operazione, mi son servito dei nastri Tamya rispettivamente 2,3,5 mm ed una volta completata la mascheratura, ho colorato normalmente la parte avendo cura di non coprire il  preshading già dato in precedenza.
Terminata la colorazione, ho tolto la mascheratura ed il risultato è quello che potete vedere nelle immagini che seguono.
In questa sessione voglio condividere anche il test effettuato dal sottoscritto per la prima volta, sull'effetto bruciatura ( ossidazione ) proposto dalla Mig con il proprio prodotto Photoetch burnishing fluid e dedicati sia alle fotoincisioni che alle armi realizzate in metallo.
Il test è stato infatti effettuato sui cannoncini Hispano da 20mm realizzati dalla Master (Barrel) e dedicati al modello Typhoon Mk Ib in scala 1:24.
La procedura è piuttosto semplice, con gli opportuni accorgimenti, ho immerso letteralmnte nel flacone il pezzo e dopo qualche secondo, si è completamente ossidato assumendo la tipica colorazione brunita dell'arma.
Il prodotto è risultato, almeno per quel che ho potuto accertare, idoneo allo scopo.
Ora mi congedo lasciandovi in compagnia di questi ultimi scatti che illustrano quanto sopra descritto:


Preshading :






predisposizione fondo e mascheratura:
















carteggiatura, luci, ombre e colorazione ( prima stesura ):





















Qui termina la prima stesura del colore rinviando al prossimo aggiornamento, la colorazione definitiva del modello completa in ogni sua parte e conforme al soggetto scelto.

Mig Photoetch Burnishing Fluid: test su cannoncini Hispano 20 mm Air Master












Al momento è tutto, e come sempre, auguro a tutti, un buonissimo modellismo.
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Montex Supermask Typhoon MkIb Airfix 1:24 scale model update

il Lun Mag 30, 2016 2:06 pm
Chiudiamo con questa discussione il capitolo relativo alla colorazione del modello.
In questo trhead tratteremo propriamente della procedura di colorazione con le maschere Montex (opzionali) per ottenere un effetto decisamente più realistico e sopperire alle varie difficoltà rappresentate nel mio caso, dalle numerose aperture praticate nel corso dell'assemblaggio.




Al lavoro:







Ecco il classico foglio di mashere prodotto dalla pluripremiata Montex, il soggetto scelto è un Typhoon Ib del 143° Wing pilotato dal caposquadriglia R.T.P. Davidson nell'aprile del 1944 (su diversi teatri di guerra):


















































j























Per il momento è tutto.
Ringraziando per l'attenzione, come sempre auguro a tutti un buonissimo modellismo.
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Conclusione del lavoro

il Lun Set 26, 2016 7:15 pm
Salve a tutti.
Questa è l'ultima discussione sul modello Typhoon " What else! ".
Di solito, sono felice quando termino un modello e ciò, sia per il fatto che il lavoro è finalmente terminato e soprattutto, perchè posso iniziarne uno tutto nuovo e diverso.
In questo caso, credetemi, non scherzo, sono molto triste ed anzi, non vi nascondo che ho tirato per le lunghe ( si fa per dire ) la fine dei lavori, proprio per la strana sensazione di terminare non un modello, ma una leggenda!
So che rimpiangerò tutte le qualità del kit che non ho mancato di sottolineare all'inizio del thread.
Ricordo a tutti, che questo è l'unico modello ( al momento e che io sappia ) dotato nativamente di panellature "stressate" con forte effetto lamiera e scusate se è poco!
Comunque, come si diceva, bando ai sentimentalismi, ........" the show must go on" e dunque, al lavoro:

ASSEMBLAGGIO dei British RP-3 Rocket (early type):











Sono talmente belli che mi pare un delitto doverli adattare al modello, ma tant'è:

PROCEDURA DI OSSIDAZIONE CON REAGENTE MIG:

Come abbiamo già fatto in precedenza, a proposito dei cannoncini Hispano da 20mm, sempre forniti dall'ottima Air Master, ora procediamo con lo stesso metodo, sui razzi.
La procedura di ossidazione, renderà la successiva colorazione ( olive drab) perfettamente aderente e si fonderà perfettamente con i toni ossidati dell'ottone conferendo uno stato di usura, almeno secondo il mio pensiero, molto realistico:

ATTO PRIMO: poniamo l'oggetto da ossidare in un contenitore di plastica



ATTO SECONDO: versiamo il contenuto del flacone ( che recupereremo con una siringa a fine operazione)



ATTO TERZO: lasciamo in immersione per alcuni minuti affinchè le parti metalliche vengano ossidate completamente o quanto ci basta.



Nel frattempo, completo l'assemblaggio dedicandomi ad un lavoretto molto noioso quanto faticoso e di precisione: la piegatura di 32 piccole e sottilissime lamelle fotoincise di rifinitura alla chiusura delle alette dei razzi che fan rima con....ha, ha, lasciatemela passare:





FINITO!:



ATTO QUARTO: Procedura di ossidazione conclusa





COLORAZIONE dei razzi :

A questo punto, con l'oggetto completamente ossidato, passo alla colorazione ( senza primer ) utilizzando con l'aeropenna, una vernice acrilica Vallejo olive drab appena diluita con il proprio airbrush cleaner. L'ossidazione scura sottostante, mi aiuterà a fornire le sfumature necessarie ad ottenere volume ed al tempo stesso, sarà scongiurato l'eventuale affioro del metallo bianco o dell'ottone originario:





APPLICAZIONE DELLE DECALS FORNITE A CORREDO DEL SET AIR MASTER :





Dopo aver applicato le decals, ho passato delicatamente con un pennellino a punta piatta e ben asciutto, un leggerissimo mix di colori a gessetto (nero, giallo ocra, bianco e asfalto) per ricreare l'effetto  usura e polvere tipico di queste armi che stavano per lo più a terra raccogliendo plvere e fango prima di essere fissate sotto le guide:









Fissaggio dei flaps in fotoincisione della Eduard (precedentemente assemblati e colorati ):



Ho optato per avere i serbatoi ausiliari eliminando quattro razzi: i serbatoi sono stati "trattati" nel senso di aver provocato scentemente degli ammaloramenti come piccoli colpi da urto, che rendono l'oggetto più realistico nel senso di maggiormente vissuto:











nel mentre, piloti e personale di terra si scambiano pareri.................................








MASCHERATURA MONTEX PER IL CANOPY:












IL RISULTATO:





ULTIMI PASSAGGI:

SCALE AIRCRAFT CONVERSIONS SET : dopo i carrelli subalari in metallo bianco, è la volta del ruotino (con pneumatico in resina della Eduard (brassin)









Fissaggio cavo impianto frenante (autocostruito ) e griglia radiatore frontale ( Eduard ):











FINE SESSIONE LAVORO

Nel ringraziare tutti coloro che mi hanno seguito in questa avventura, mi voglio congedare lasciandovi le ultime immagini del modello ormai completato.
La galleria completa del modello la potete trovare qui:

http://www.adventurephotomodels.com/models-gallery/hawker-typhoon-mkib-airfix-kit-1-24-scale-model/









Al prossimo modello e buon modellismo a tutti.

Giorgio
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Re: Hawker Typhoon MKIb "What else!"

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